lunedì 28 aprile 2014

Bocconcini di pollo allo yogurt e menta, l'importanza di essere onesti


Il talento è una dote, su questo non ci sono dubbi.
Ma lo sanno tutti, si diventa bravi a far qualcosa a forza di errori.
E' importante essere onesti: ho fatto schifezze che voi umani non potete neanche immaginare. Su cui soprassiedo soltanto perché Buono questo! com'è evidente (!) non è concepito per le cattive ricette.
Detto questo, ecco un'altra ricetta da far rientrare nel mio Diario di cucina.

Bocconcini di pollo allo yogurt e menta
Ingredienti:
- 4 petti di pollo
- 1/2 costa di sedano
- 1 carota media
- 1/2 cipolla bianca
- 1 vasetto di yogurt bianco non zuccherato
- olio extravergine d'oliva q. b.
- foglie di menta fresca q. b.
- sale q. b.

Versare lo yogurt bianco in una ciotola e mescolarlo alla menta spezzettata e tenere da parte.
Tagliare i petti di pollo a strisce e metterli da parte.
Tritare finemente sedano, carota e cipolla e far soffriggere il battuto in un filo d'olio extravergine d'oliva.
Aggiungere i petti di pollo e far cuocere a fiamma media fino a doratura.
Unire lo yogurt alla menta, mescolare, far cuocere cinque minuti circa e togliere dal fuoco.
Aggiustare di sale e servire ben caldo.

Com'è andata?
E' finito il tempo delle schifezze: oggi, al massimo, ci sono soltanto esperimenti meno riusciti, che è tutta un'altra cosa.
Questo piatto è decisamente ben riuscito: ha poche calorie, è salutare ed è veramente ottimo... Altre qualità... vediamo... ah, sì: è velocissimo ed economico.
La menta rinfresca il tutto e ci porta dentro una brezza di primavera. Non si può chiedere di più.
Dicevamo, è importante essere onesti: il mio pollo è davvero squisito!



giovedì 24 aprile 2014

Biscottini al burro, a me piacendo


L'altro giorno mi è successo di rivedere Julie and Julia.
Una food blogger che si rispetti non solo ha visto più e più volte questo film, ma lo ha fatto proprio. Anzi, spera più o meno segretamente di essere la Julie Powell italiana: abile cuoca, disinvolta scrittrice. E poi, perché no? spigliata donna d'affari che un giorno venderà i diritti del suo libro, ci metterà le mani  quella gran donna che era Nora Ephron per farne un film con l'attrice più brava del mondo che interpreta al suo miglior livello nientemeno che Julia Child.
Embè, dici niente.
Sono attenta seguace di alcune - e grandissime - food bloggers che ritengo maestre sopraffine.
Leggo libri di cucina da prima di avventurarmi ai fornelli.
Osservo con pazienza e passione la manualità dei cucinieri che conosco e dei cuochi/tutor di youtube.
Studio i libri delle grandi star della cucina e ne cerco la genialità.
E poi, fra tutti questi stimoli, piccola piccola, ci sono io, che ho aperto Buono questo! per condividere le mie ricette con altre persone che hanno la stessa passione, e per la narcisistica idea che qualcuno su internet possa leggere una delle suddette ricette e risolversi la cena.
Per cui, cari miei, faccio quel che piace a me, senza per questo fingere che non mi interessi che piaccia anche a voi.

Biscottini al burro
Ingredienti:
- 220 gr. di farina 00
- 1 uovo
- 150 gr. di burro
- 80 gr. di zucchero a velo
- 5 gr. di lievito per dolci

Lasciare il burro ad ammorbidire fuori dal frigorifero per un paio d'ore e montarlo con lo zucchero.
Aggiungere l'uovo appena sbattuto e continuare a mescolare, quindi unire la farina ed il lievito.
Aiutandosi con una sac a poche, formare i biscotti sulla teglia foderata di carta forno ed infornare a forno caldo per 10 minuti a 200°.
Spolverare i biscotti di zucchero a velo e conservarli in una scatola di latta fino al momento di servirli.

Com'è andata?
Avevo già una ricetta di biscotti di frolla montata, che avevo già ampiamente sperimentato ottenendo - assai poco modestamente - grande successo presso Davide e i soliti amici e parenti.
Ma questi non hanno fecola e altre cose, insomma, l'ho rimaneggiata a modo mio.
In più, ho deciso di accompagnare i biscottini proprio come piace a me, facendo una quantità non troppo moderata di thè verde, che ho fatto raffreddare in frigorifero. Niente zucchero, soltanto uno spicchio di limone nel bicchiere.
Questo sì che si chiama merendare come si deve: semplicissimi e perfetti.
E secondo me non c'è niente di meglio.


venerdì 18 aprile 2014

Tigelle al pesto, scuola guida



Quando ci si muove sulle ricette tradizionali, si cammina sulle uova, cari miei.
Diciamocelo: con la creatività siamo tutti bravi, perché la ricetta è il frutto della conoscenza del cuoco e soprattutto del suo gusto, mentre la tradizione è un'altra cosa: ci sono regole precise da seguire, le eventuali varianti devono essere approvate da più persone... Insomma, è un affare serio.
Non si può dunque interpretare più di tanto, altrimenti ci si discosta, e la tradizione va a farsi benedire.
La scorsa domenica Davide ed io abbiamo invitato Gianluca, Stella e Luca per un pranzo in campagna, in cui gli uomini discutevano della loro imminente iscrizione a scuola guida per prendere la patente per la motocicletta. 
Stella ed io ci siamo buttate sulla preparazione delle tigelle.
Ma abbiamo fatto di più: abbiamo preparato il pesto, che altro non è che una sorta di crema a base di lardo, aglio e rosmarino che viene sempre servita dalle nostre parti insieme alle tigelle e che si gusta con il parmigiano grattugiato.
Sì, lo so, ai profani della materia farcire un panino con il lardo sembra un'enormità.
Ebbene, posso assicurare che lo è. Ma di bontà assoluta.

Tigelle al pesto
Per le tigelle:
Ingredienti (per 50 tigelle del diametro di 6 cm. circa):
- 1 kg. di farina 00
- 2 bustine di lievito di birra disidratato
- 100 gr. di strutto
- 500 gr. di latte intero
- 10 gr. di sale

Impastare gli ingredienti tenendo per ultimo il sale; lavorare energicamente la pasta fino a quando la superficie risulterà raffinata ed elastica.
Lasciare lievitare nel forno spento con la luce accesa per almeno due ore, ma più tempo rimane in lievitazione, più le tigelle risulteranno morbide.
Con l'aiuto di un mattarello, stendere l'impasto in uno strato di 5 mm. circa e ricavare le tigelle con un coppapasta di 6 cm. (in mancanza del coppapasta, andrà benissimo un bicchiere).
Lasciare le tigelle su un canovaccio leggermente infarinato per 30 minuti circa.
Cuocere le tigelle nell'apposita tigelliera fino a quando non risultano dorate da entrambi i lati.
Man mano che si procede nella cottura, conservarle in un canovaccio per preservarne il calore.

Per il pesto:
Ingredienti:
- 200 gr. di lardo di maiale
- 3 spicchi d'aglio
- rosmarino fresco q. b.

Aiutandosi con un coltello ben affilato, meglio se a lama di ceramica, tritare molto finemente il lardo fino a quando risulta spalmabile; evitare assolutamente di usare il mixer per non scaldare il grasso ed alterarne il sapore.
Tritare altrettanto finemente gli spicchi d'aglio privati dell'anima insieme agli aghi di rosmarino. Per questa operazione si può scegliere di usare uno schiaccia aglio e di tritare a coltello soltanto gli aghi del rosmarino.
Mescolare lardo, aglio e rosmarino e conservare in frigorifero in un recipiente ben chiuso fino al momento dell'utilizzo.

Com'è andata?
Era la prima volta che Stella ed io ci misuravamo con le tigelle, e lo dico senza paura di essere smentita dai nostri mariti e amici: siamo state proprio brave! Appena imbandita la tavola, le discussioni a riguardo delle due ruote si sono azzerate...
Un avviso, per non dovermi pentire di non aver avvisato chi volesse evitare di farsele in casa e andare a mangiare le tigelle al pesto in un ristorante qui da noi, in Emilia - varrebbe la pena fare il viaggio fin qui per mangiarle.
Chiedete - ripeto - chiedete che, insieme alle tigelle vi sia servito il pesto: stendetene una moderata quantità - per amor delle vostre arterie - sulla parte inferiore di una tigella aperta e cospargete di un non troppo sottile strato di parmigiano. Le vostre papille gustative urleranno. Magari evitate di farlo voi con la voce, anche se - uomo avvisato... - reprimere l'istinto di gridare Wow sarà durissimo!



martedì 15 aprile 2014

Plum cake croccantino, gelato a colazione



Continua la vena revival.
Sono golosissima di gelato, lo sono sempre stata: confezionati, sfusi, artigianali, artificiali, carpigiani, sorbetti. Non fa alcuna differenza per me.
Ah, che ricordi!
Il ricordo più grosso - parafrasando Lucio Dalla - è il croccantino, il gelato della mia infanzia.
Il gelato preferito della mia mamma, della mia nonna e quindi quello più presente nel nostro maxi freezer: per famiglia grande, grande freezer e grandissimo gelato, il migliore di tutti.
Oh, magari non era veramente il più buono, ma si sa, il tempo in cui vive un ricordo aiuta a renderlo più dolce.
So benissimo che potrei mangiarne ancora - non hanno mica smesso di produrli, come purtroppo hanno fatto con alcuni dei miei prodotti favoriti - ma non è il caso, visto che non si smaltisce più come quando eravamo bambini!
Ecco qui l'idea per un dolce da colazione che ricorda quella delizia di gelato.

Plum cake croccantino
Ingredienti:
- 300 gr. di farina 00
- 200 gr. di zucchero
- 40 gr. di cacao amaro
- 100 gr. di amarene
- 70 gr. di sciroppo di amarene
- 230 gr. di acqua
- 80 gr. di mandorle tritate grossolanamente
- 1 bustina di lievito per dolci
- zucchero a velo q. b.

Unire lo sciroppo di amarene e l'acqua e mettere il tutto da parte in una brocca.
In una terrina, mescolare lo zucchero, le mandorle tritate, il cacao e il misto di acqua e amarene.
Aggiungere la farina setacciata con il lievito e mescolare fino a formare una crema omogenea.
Rivestire uno stampo da plum cake con un foglio di carta forno; versare il composto all'interno e livellarlo all'interno dello stampo senza sbatterlo sul piano di lavoro. Inserire le amarene nell'impasto aiutandosi con un cucchiaino spingendole delicatamente.
Infornare in forno caldo a 180° per 45 minuti circa e spolverare di zucchero a velo.


Com'è andata?
Davide non amava particolarmente il croccantino: quando eravamo bambini, lui era quello del classico sfuso e poi più. Anche se non disdegnava cornetti, nonchè magnum o calippi di vari gusti e colori.
Devo dire che anche io avevo una vera e propria passione per il calippo, ma questa è un'altra storia, che si dovrà raccontare un'altra volta.
Quando ho proposto a Davide questo dolce mi ha fatto una gran festa! Leggero, piacevole, semplice... un'ottima colazione.
Ha riso un po' della mia nostalgia da croccantino, ma alla fine anche lui s'è fatto prendere dal gran mix cacao - amarena - granella di mandorle.
Invito chiunque a provare questo dolce e farmi sapere il risultato: vi stupirà!

Con questa ricetta partecipo al contest Old Fashioned Sweetness del blog Aria in cucina


e al contest La colazione perfetta del blog Le cosine buone







giovedì 10 aprile 2014

Spaghetti al prezzemolo, al ritorno da scuola


Oggi nostalgia e tenerezza.
Anni '60: mia madre e mia zia, sorelle, vivevano con il fratello, i genitori e la loro nonna. La loro mamma lavorava, a pranzo rimaneva a mensa al lavoro, e le bambine, arrivando a casa con una fame bestiale, trovavano la nonna che preparava loro da mangiare.
E faceva questi spaghetti al sugo di pomodoro, in cui metteva tantissimo prezzemolo, che la mamma e la zia mangiavano a quattro palmenti.
E dicono che sono la cosa più buona che abbiano mangiato in vita loro.

Spaghetti al prezzemolo
Ingredienti (per 4 persone):
- 350 gr. di spaghetti
- 6 pomodori ramati
- 1/2 carota
- 1/2 cipolla
- 1/2 costa di sedano
- olio extravergine d'oliva q. b.
- abbondante prezzemolo tritato
- parmigiano grattugiato a piacere

Sbollentare i pomodori in acqua leggermente salata per spellarli; tagliare ogni pomodoro in quattro spicchi. Ricavare i filetti di pomodoro tenendo dal parte la buccia, i semi e la parte di polpa più acquosa. Tagliare a cubetti i filetti e metterli in una terrina; usando un colino a maglie fitte, schiacciare con forza le bucce e la polpa acquosa del pomodoro e unirla ai cubetti di pomodoro. In questo modo si ricaverà molto succo che, unito ai filetti, contribuirà al sapore e al profumo del sugo.
Tritare sedano, carota e cipolla e farlo soffriggere dolcemente con un filo d'olio d'oliva in una padella piuttosto ampia.
Unire il sugo di pomodoro e cuocere fino a quando la consistenza non risulterà troppo asciutta.
Regolare di sale ed aggiungere il prezzemolo tritato.
Cuocere gli spaghetti, scolarli molto al dente e terminare la cottura nella salsa di pomodoro, unendo un mestolo di acqua di cottura della pasta.
Servire caldo, spolverando eventualmente di parmigiano grattugiato.

Com'è andata?
Sono fortunata, io ho vissuto con tutte queste donne, ovvero la mia mamma, la mia zia, la mia nonna e la mia bisnonna.
Sono grata, ecco.
E poi questo degli spaghetti al prezzemolo non è un ricordo che appartenga soltanto a mia madre e a mia zia.
Anche a me la nonna - la mia nonna - faceva gli spaghetti al prezzemolo quando tornavo da scuola.
Che erano effettivamente la cosa più buona che abbia mai mangiato.


martedì 8 aprile 2014

Arrosto di prosciutto con cipolle piccanti, Gianni Togni aveva ragione


Ci sono cibi ai quali non posso, non riesco a rinunciare.
Direi che, per quanto riguarda le cipolle, s'è abbondantemente capito. Su di loro girano brutte voci: che puzzano, sono indigeste, che irritano gli occhi e fanno piangere - vabbè, forse quest'ultima è un po' vera... ma soltanto un po'.
In realtà non è vero! Consumiamo cipolle in abbondanza! Sono estremamente salutari, sostanziose e costano davvero poco, cosa che non guasta mai.
Arriviamo al secondo alimento, un po' meno salutare e un po' più costoso della cipolla, ma altrettanto irrinunciabile: il prosciutto.
Crudo, cotto, alla brace: al suo impiego non ci sono limiti. E la sua bontà mi conquista. E' per questa ragione che, quando pochi giorni fa Davide è andato a far la spesa ed è tornato dicendo Il macellaio mi ha consigliato questo arrosto e io gli ho dato retta, mi son venuti i lucciconi.
Già lo vedevo cotto, questo arrosto, con un nobilissimo ma originale contorno di cipolle...

Arrosto di prosciutto con cipolle piccanti
Ingredienti:
- Arrosto di prosciutto da 400 gr.
- 4 cipolle rosse
- 200 gr. di vino bianco secco
- 1 cucchiaino di miele
- olio extravergine d'oliva q. b.
- sale q. b.
- peperoncino frantumato q. b.
- prezzemolo tritato q. b.

In una pentola d'acciaio rosolare la carne con l'olio extravergine d'oliva; tagliare le cipolle a pezzi piuttosto grossolani ed aggiungerle alla carne dopo qualche minuto. Far appassire le cipolle fino a quando la carne non risulta ben dorata da tutti i lati.
Aggiungere il vino bianco e lasciarlo evaporare; unire il miele alle cipolle e mescolare accuratamente. Aggiustare di sale.
Trasferire la carne in una pirofila, coprirla con un foglio di alluminio e mettere in forno caldo a 200° per 20 minuti circa.
Nel frattempo, aggiungere il peperoncino nelle cipolle e continuare la cottura fino a quando non risulteranno morbide, ma non disfatte; spolverare di prezzemolo tritato.
Dopo la cottura, lasciare l'arrosto a riposare per cinque minuti prima di tagliarlo a fette dello spessore di circa 5 mm.
Servire ben caldo accompagnato dalle cipolle.



Com'è andata?
Come cantava Gianni Togni, e aveva proprio ragione, Cari amori miei!
Non so cosa mi sia preso cucinando questo piatto, una furiosa tenerezza o che ne so io.
Sarà che sono di parte, ma questo è veramente un secondo per le grandi occasioni, perché è ricco, sostanzioso e molto saporito.
Mi ha dato tantissima soddisfazione cucinarlo, anche se, date le quantità, ho dovuto separarmene distribuendolo un po' a tutti, con mio leggero rammarico!
Ed assicuro che darà tanta soddisfazione mangiarlo anche a chi non è fanatico come me...
Con questa ricetta partecipo al contest di Cucina Scacciapensieri Il mio piatto forte









giovedì 3 aprile 2014

Cipolle ripiene light, Joe delle pazze risate



Ok, lo confesso: guardo i programmi di cucina.
E mi piacciono quelli dell'area anglofona, diciamo così - tranne Buddy Valastro in cucina: a far le torte sì, in cucina NO, caro Buddy!
E mi fa moltissima simpatia Joe Bastianich, il Restaurant Man, per capirci, il terzo giudice di Masterchef Italia e giudice anche di Masterchef USA - sissì, l'abbiam capito, Betta, passiamo oltre.
Ebbene, ricordo di aver assistito ad una scena bellissima in una puntata di Masterchef: questo - a me - simpaticissimo personaggio, giudicando un piatto, ha preso in mano una cipolla ripiena e ha detto Eh guarda, sembra un baseball! Ecco, io non finivo più di ridere.
Allora, ripensando a quella scena - che a me sembrò esilarante, ma non tutti sono obbligati a ritenerla esilarante, com'è chiaro (è il motivo ricorrente della mia vita: quello che fa ridere a crepapelle me, molto spesso non fa ridere nessun altro, per cui mi ritrovo al centro di un cerchio con la bocca spalancata, rossa in faccia, senza fiato, mentre chi è con me mi guarda come se avessi bisogno di un medico, e nel frattempo mio marito sorride imbarazzato invitandomi con ferma cortesia a piantarla, che ci stanno guardando tutti).
Dicevo, ripensando a quella scena mi son venute in mente le cipolle ripiene come le faccio io, cioè estremamente light, ma soprattutto estremamente buone, posso assicurarlo.
Avevo in casa le cipolle rosse, ma per questa preparazione vanno benissimo anche bianche o dorate.

Cipolle ripiene light
Ingredienti:
- 4 cipolle rosse
- 50 gr. di parmigiano grattugiato
- 50 gr. di pane grattugiato
- sale, pepe nero, noce moscata q. b.
- olio extravergine d'oliva q. b.
- prezzemolo tritato q. b.

Pulire le cipolle e metterle in acqua bollente salata per 10 minuti.
Scolarle e tagliarle in due parti in senso orizzontale.
Aiutandosi con un cucchiaino, svuotare le metà delle cipolle ottenute lasciando circa due anelli, in modo da ottenere delle coppette. Mettere la polpa della cipolla nel tritatutto e ridurla in pasta.
Unire la polpa così tritata al parmigiano e al pangrattato, regolando di sale, pepe e noce moscata. Se la consistenza risulta troppo dura, aggiungere un filo di olio extravergine d'oliva.
Riempire le coppette di cipolla con il composto ottenuto; cospargere la sommità di ogni cipolla con un pizzico di pane grattugiato. Mettere le cipolle in una pirofila rivestita con un foglio di carta forno e aggiungere un filo d'olio extravergine sulla sommità delle cipolle; mettere in forno caldo a 180° per 20 minuti.
Aggiungere il prezzemolo tritato e servire.

Com'è andata?
Ho ricordato a Davide l'episodio di Joe Bastianich e lui si è rovinato dalle risate, non tanto perchè quella scena fosse davvero divertente, quanto per come ridevo io. Lo fa ridere che io rida per cose che non sono divertenti. Non so se sentirmi presa in giro o lusingata.
Vabbè, mentre ci pensiamo, mangiamoci le cipolle, che è meglio!