mercoledì 12 febbraio 2014

Muffin alla ricotta al profumo d'arancia, ragione e sentimento di Davide


La mattina Davide ed io ci svegliamo insieme.
Prima di sposarci, lui non aveva l'abitudine di fare colazione, mentre io sì.
Ho cercato di convincerlo per molti mesi a mangiare qualcosa insieme a me prima di iniziare la nostra giornata lavorativa, ma invano. Lui ha sempre protestato che preferisce dormire di più, piuttosto che svegliarsi mezz'ora prima per una roba che lo fa ingrassare e basta. Tu fa' quello che vuoi, per me non ci sono problemi, m'ha detto, ma non contare me. Io: Ma sei sicuro? Guarda che ti farebbe bene, e poi sarebbe bello iniziare con calma la giornata, insieme, intorno al nostro tavolo, nella nostra cucina, no, Amore? M'ha risposto, con un grugnito, No.
Uffa.
Dovrò rivolgermi al sentimento, non alla ragione...
Vedrai che se gli metto una cosa molto ma molto buona sotto il naso la mattina appena sveglio, insieme al caffellatte, altro che colazione, non se ne va più al lavoro...!
Io ho aggiunto una specie di glassa al succo d'arancia, giusto per addolcire un po' di più queste delizie, ma non è indispensabile.

Muffin alla ricotta al profumo d'arancia
Ingredienti (per 12 muffin):
- 2 uova
- 150 gr. di zucchero
- 150 gr. di ricotta
- 150 gr. di farina 00
- 1/2 bustina di lievito per dolci
- 1 + 1/2 arancia
- zucchero a velo q.b.

Montare le uova con lo zucchero fino ad ottenere un composto chiaro e spumoso. Unire la ricotta, la farina setacciata, il lievito e il succo di mezza arancia; se il frutto non è trattato, unire anche la sua buccia grattugiata molto finemente. Mescolare accuratamente.
Mettere i pirottini nella teglia da muffin e riempirne ciascuno fino a tre quarti con il composto ottenuto.
Infornare a forno caldo a 180° per 30 minuti circa.
Nel frattempo, unire il succo dell'arancia rimanente allo zucchero a velo e, usando una frusta, mescolare con forza per evitare la formazione di grumi. Una volta raffreddati, versare la glassa ottenuta su ogni muffin e conservarli fuori frigo per non farli indurire.

Com'è andata?
Ha messo in bocca il primo in silenzio.
Fuori uno.
Il secondo, vedi sopra.
Fuori due.
Al terzo gli è scappato un Buono, però.
Fuori tre.
Il quarto non c'è stato, però mi ha detto:
Chissà come sono al cioccolato...