giovedì 28 marzo 2013

Pollo in senape e cipolla, monte di Pasqua


Ho un monte di petto di pollo - sicuramente uno dei miei ingredienti favoriti - congelato in freezer. In barba al periodo pasquale, sarà questa la nostra cena, altro che agnello.
Per cucinarlo, userò la senape, che, essendo a base d'aceto, mi piace moltissimo.
E poi amo la cipolla. Bianca, dorata o rossa, ne mangerei in quantità industriali.
Stasera cucino un monte di pollo e uno di cipolla con un monte di senape.
Punto.

Pollo in senape e cipolla
Ingredienti (per 4 persone):
- 8 fettine di petto di pollo
- 2 cucchiai di olio extravergine
- 4 cipolle bianche
- senape dolce q. b.
- prezzemolo q. b.
- sale e pepe nero q. b.

In una padella, far soffriggere nell'olio caldo la cipolla tagliata a fettine sottilissime.
Quando inizia ad essere dorata, versare 1/2 bicchiere d'acqua calda e lasciar sobbollire fino alla riduzione del liquido.
Nel frattempo, tagliare a strisce i petti di pollo e cospargerli di senape; mescolare accuratamente per coprire tutta la carne.
Cuocere il pollo alla senape insieme alle cipolle per 20 minuti circa, girando di tanto in tanto.
Salare, pepare e cospargere di prezzemolo tritato.

Com'è andata?
Devo dire che questa versione del petto di pollo ci è piaciuta moltissimo. Ho accompagnato la carne con qualche ravanello a fettine, completamente scondito, nature, da intingere nel condimento... delizioso. Certo, non è per tutti, con tutta la senape e la cipolla che ci ho messo... Ai palati più sensibili, quindi, consiglio di mettere una minore quantità di entrambi questi ingredienti, ma di non rinunciare a cucinare questo piatto, perché ne vale sicuramente la pena!
Ah: si possono cucinare in questo modo anche altre parti del pollo, si allungheranno i tempi di cottura, ma il risultato è il medesimo...






mercoledì 27 marzo 2013

Biscotti mandorle e rosmarino, divino masticar


A me piacciono moltissimo i blog di cucina, quindi li guardo sempre.
Il mio favorito, da quando sono entrata nel giro della cucina virtuale, è Mon Petit Bistrot di Claudia Ambu, che - ragazzi miei, uno spettacolo per gli occhi - è una maestra, c'è poco da fare e meno da dire.
Ebbene, da un po' tengo nel mio quadernino questa ricetta di biscotti salati - trovata appunto sul blog suddetto - con pistacchio, basilico e paprika.
Io non avevo questi ingredienti, per cui li ho sostituiti con mandorle e rosmarino. La paprika - forte, sono una sanguigna - era già in casa, e quindi l'ho messa, ma non nello stesso momento della preparazione consigliato nella ricetta originale.
Stasera avevamo invitato a cena ben cinque persone: Anna, Fritz, Giulia, Valentina e Giacomo, ma per una ragione o per l'altra, hanno disdetto tutti. Quindi siamo soli soletti Davide e io. Per accogliere gli amici, avevo già fatto tutti i miei biscottini...
Pazienza, ce li mangeremo tutti noi.
Un sacrificio, ma un sacrificio...

Biscotti mandorle e rosmarino
Ingredienti (per 16 biscotti circa):
- 30 gr. di mandorle spellate
- 2 rametti di rosmarino fresco
- 100 gr. di farina 00
- 63 gr. di burro freddo
- 3 gr. di sale
- 1/2 uovo
- paprika forte q. b.

Nel bicchiere di un frullatore, tritare a farina le mandorle insieme agli aghi di rosmarino lavato e  asciugato. Aggiungere il sale e unire il tutto alla farina.
Mettere in questo composto il burro tagliato a pezzetti e lavorare fino ad ottenere un impasto omogeneo.
Aggiungere l'uovo e riprendere ad impastare; quando il tutto sarà perfettamente amalgamato, dare al composto una forma allungata, a salsicciotto, del diametro di 4 cm. circa, avvolgerlo nella pellicola e metterlo nella parte bassa del frigorifero - la più fredda -  per almeno 2 ore.
Trascorso il tempo di riposo, preriscaldare il forno statico a 180° e ricavare dall'impasto dei biscotti dello spessore di 1 cm. circa.
Disporli su una placca foderata di carta forno e spolverizzali di paprika forte.
Cuocere per 20 minuti circa.
Lasciar raffreddare e servire.

Com'è andata?
Il pregio principale di questi ottimi biscotti è la consistenza: sono quanto di più friabile si possa mettere in bocca. Il primo piacere è dunque masticarli. Poi c'è il gusto di mandarli giù...
Sfido chiunque a non mangiarne uno senza volerne altri venti!
E forse, quando gli amici verranno a trovarci, li farò assaggiare anche a loro.
Ho detto forse, eh...
Ah: stavolta, una foto in meno...
La voglia di mangiarli mi ha fatto tremare la mano...





Stuzzicone: tortino pancetta, carciofi e rosmarino


E' da sabato sera che ho voglia di torta salata.
Al ritorno da Modena, in auto, Stella mi parlava della torta pasqualina che aveva fatto con la pasta brisèe, che ha preferito di gran lunga alla pasta sfoglia, troppo sbriciolosa.
Io non ho voglia di pasqualina, ma di brisèe sì, e anche parecchio.
Così mi sono lanciata nel tortino mono porzione...
Le sento già, Anna, Giulia e Valentina: te e i tuoi stuzzichini!
Ma qui vi voglio.
Questo è un finto mono porzione...
Più che altro, è uno stuzzicone!

Tortino pancetta, carciofi e rosmarino
Ingredienti (per una cocotte mono porzione da 10 cm.):
Per la pasta brisèe:
- 100 gr. di farina 00
- 50 gr. di burro freddo
- 25 gr. di acqua fredda
- sale q. b.
Per la farcitura:
- 50 gr. di pancetta affumicata
- 1 cuore di carciofo
- 1 scalogno
- 100 gr. di ricotta
- 1/2 uovo
- rosmarino q. b.
- sale, pepe, noce moscata q. b.

Procedere con la pasta brisèe: in una ciotola, versare la farina e il burro tagliato a pezzetti. Lavorare l'impasto con la punta delle dita, sfregando i polpastrelli l'uno contro l'altro, con un movimento simile a quando si indicano i soldi. Quando il composto risulta pieno di grumi, aggiungere l'acqua e il sale, continuando ad impastare. Una volta ottenuto l'impasto, avvolgerlo nella pellicola e lasciare a riposare in frigorifero per almeno 30 minuti.
Procedere con la farcitura: in una padella, mettere a soffriggere la pancetta a cubetti, senza aggiungere olio. Tritare lo scalogno; quando la carne sarà dorata, toglierla dal fuoco sollevandola con un cucchiaio. Soffriggere insieme lo scalogno e i cuori di carciofo tagliati finemente nella padella in cui è stata cotta la pancetta. Lasciar raffreddare.
In una ciotola, unire la ricotta, l'uovo, la pancetta, i carciofi, lo scalogno ormai freddi e qualche ago di rosmarino tritato. Aggiungere sale, pepe nero e noce moscata a piacere e mescolare con cura.
Togliere dal frigorifero la pasta brisèe riposata e stenderla, aiutandosi con un mattarello, in una sfoglia dello spessore di 3 mm. circa usando come piano d'appoggio un foglio di carta forno.
Appoggiare il foglio di carta forno con la pasta stesa dentro la cocotte, facendo attenzione che la pasta si rialzi dai bordi del recipiente più o meno nella stessa misura.
Inserire la farcitura e richiudere con la pasta brisèe che sborda dalla cocotte.
Infornare in forno caldo statico a 170° per 35 minuti circa, fino a colorazione.
Sollevare il tortino dalla cocotte prendendo i lembi della carta forno, liberarlo della carta e rimetterlo nella cocotte.
Lasciar intiepidire e servire.

Com'è andata?
Davide ed io ce lo siamo smezzato per cena, con gusto e grande soddisfazione. E io ho appagato la mia voglia di torta salata, in particolare di pasta brisèe.
Da oggi, dunque, bando agli stuzzichini.
E stuzzicone sia!








lunedì 25 marzo 2013

Rigatoni al salmone, robiola e mela verde, addirittura


Quella di ieri sera, a casa nostra, cheek to cheek, doveva essere cena selvaggia: senza tovaglia, senza posate, senza bicchiere, con un mezzo litro di qualcosa a testa da bere a collo. Così, selvaggio, appunto.
Vai a far la spesa cercando qualcosa tipo affettato, maionese, formaggi morbidi, al massimo tre foglie di  rucola.
E invece ci troviamo davanti all'offerta del salmone affumicato, di cui sono a dir poco golosa. E compriamolo! Due passi, altra offerta, sulla robiola, di cui è goloso Davide.
Che mi dice: In fin dei conti, non ci vorrà poi molto a cuocere un po' di pasta...
Allora pasta salmone e robiola! Buono, ma un po' grasso. Ci vorrebbe un sapore che attenui, che smorzi... qualcosa di acido ma non troppo...
Trovato!

Rigatoni al salmone, robiola e mela verde
Ingredienti (per 4 persone):
- 350 gr. di rigatoni
- 1 scalogno

- 250 gr. di salmone affumicato
- 70 gr. di robiola
- 1/2 mela verde
- 1 cucchiaio d'olio extravergine d'oliva
- prezzemolo q. b.
- pepe bianco q. b.

In una casseruola, sul fuoco a fiamma dolce, versare l'olio; mentre si scalda, tritare finissimo lo scalogno e versarlo nella casseruola per farlo imbiondire. Aggiungere il salmone tagliato a pezzetti e mescolare velocemente.
Unire la robiola, due cucchiai d'acqua calda per rendere la preparazione cremosa e alzare la fiamma, mescolando con energia per 3 minuti circa. Tagliare la mela prima a fettine molto sottili, poi in pezzetti minutissimi, aggiungerla alla salsa e spegnere il fuoco.
Lessare la pasta, scolarla al dente e farla saltare con il condimento.
Aggiungere il pepe bianco e un pizzico di prezzemolo.
Servire caldissimo.

Com'è andata?
Ricetta da segnare, nel mio personale ricettario, nella sezione Addirittura (dedicata agli accostamenti inaspettati ma buonissimi).
Confesso che un minimo di scetticismo, apprestandomi ad unire la mela, poteva esserci, ma... si è decisamente dissolto assaggiando questo piatto, che ha un gusto sorprendente - nel senso proprio: non te lo aspetti, perché quella verde è meno dolce delle altre varietà di mele, ma sicuro non è acida da compromettere l'insieme dei sapori. Attenzione alla quantità di robiola, che può coprire il gusto degli altri ingredienti...




domenica 24 marzo 2013

Fusilli all'amatriciana, carezza di Anna


Pranzo con Anna, a casa sua. Niente cosina veloce e pomeriggio in centro, perché non è drittissima.
Telefonata: arrivo alle 13 - benissimo - hai bisogno di qualcosa? - no no.
Ti va bene se ti faccio l'amatriciana
E che, non mi va bene?
E a chi può non andar bene?
Quella è la panacea di tutti i mali, va sempre bene...
Buono questo...

Fusilli all'amatriciana
Ingredienti:
- 200 gr. di fusilli
- 1/2 cipolla
- 200 gr. di pancetta
- 1 confezione di pomodori pelati
- peperoncino q.b.
- parmigiano grattugiato

In un tegame di coccio, far soffriggere con un filo d'olio la cipolla tagliata finemente; aggiungere la pancetta tagliata a cubetti. Quando la carne risulta dorata e croccante, aggiungere i pelati e il peperoncino.
Coprire e lasciar sobbollire fino alla riduzione della salsa.
Lessare i fusilli, scolarli al dente, condirli con il sugo e servire spolverizzando con abbondante parmigiano.

Com'è andata?
E come vuoi che vada con l'amatriciana?
Anna, prima di buttare la pasta, mi ha detto: Io ne butto due etti, eh... (a pranzo eravamo in due, non uno di più). E io: non pensare che io ne mangi un etto! Ma sei pazza? No no, per me 80 grammi PE-SA-TI! 
Meno male che ne ha cotti due etti... sennò mi sarebbe rimasta da mangiare la pentola!






sabato 23 marzo 2013

Biscotti cocco e cacao, variante sacrilega


Protagonista di questi biscotti è il cocco, uno dei miei ingredienti favoriti; comprimario, il cacao. Accoppiata classicissima, che però rinnova sempre il suo fascino.
Questa è una ricetta di Manuela, amica di mia madre, che in cucina, come dicono qui intorno, è una a cui si deve dar del lei. Molto semplici, e per questo perfetti, prevedono il cocco nell'impasto e il cioccolato fondente come copertura...
Faccio i celeberrimi biscotti di Manuela da più di dieci anni. I maggiori fan, fra i miei compari, sono Anna, Selvaggia e Valentina. E Matteo, che basta che sia cocco.
Oggi ho osato rielaborare la ricetta storica: ho sottratto un po' di cocco aggiungendo il cacao nell'impasto e soprattutto sostituendolo al cioccolato. Spero di non scatenare le ire degli amici puristi... E ho aggiunto anche le mandorle a piacere...
Sacrilegio.
Il risultato? Eccolo.

Biscotti cocco e cacao
Ingredienti (per 24 biscotti circa):
- 150 gr. di farina di cocco (cocco rapé)
- 20 gr. di cacao amaro
- 40 gr. di farina
- 200 gr. di zucchero
- 2 uova
- mandorle a filetti q. b.

Mettere nel recipiente della planetaria munita di gancio a foglia le farine, lo zucchero e il cacao; azionare la macchina a velocità minima per mescolare. Unire le uova una alla volta: l'impasto risulterà piuttosto appiccicoso e di buona consistenza.
Ricavare delle palline della dimensione di una noce e adagiarle su una teglia coperta di carta forno. I biscotti tenderanno a sedersi in cottura, perciò la distanza fra uno e l'altro sulla teglia deve essere calcolata in base alla loro dimensione. Ovviamente, se le palline sono più piccole, sarà sufficiente una breve distanza e il tempo di cottura sarà minore.
Se piace, far cadere qualche filetto di mandorla su ciascun biscotto.
Infornare in forno statico a 170° per 10/12 minuti circa.
Servire freddi.

Com'è andata?
Forse son troppi anche 24 biscotti... Le cavie mi hanno implorato, con le guancette belle piene, ingozzandosi, di ridurre le dosi.
Ah: nessuno ha parlato di sacrilegio, ma solo di variante della ricetta di Manuela. Buon segno...







giovedì 21 marzo 2013

Orata e insalata, buon per me





Non è mica detto che due persone che abitano insieme abbiano gli stessi gusti... anzi, quasi mai.
Quindi può capitare che uno abbia voglia di caviale, champagne, foie gras - ollallà -, e l'altro di... panino fritto alla mortadella.
Quando si rientra dal lavoro alle 19:30, non c'è proprio verso di mettersi ai fornelli... Ma ci sono giornate in cui si fa tanto di essere a casa per le 18, e allora lì sì che può scattare l'anarchia della cena! Davide ha voglia di braciola alla griglia, io no. Allora...
Ho un'orata e l'insalata in frigorifero... Dose da uno!

Orata al cartoccio
Ingredienti:
- 1 orata da 700 gr. circa
- 1 cipolla
- 5 pomodorini
- 1/2 bicchiere di vino bianco
- misto di erbe tritate
- sale grosso
- olio extravergine d'oliva

Aiutandosi con un coltello ben affilato, squamare l'orata - già privata delle viscere - raschiando la pelle dalla coda alla testa. Eliminare le pinne e sciacquare sia l'esterno sia l'interno del pesce sotto l'acqua corrente.
Adagiare l'orata su un foglio di carta da forno e riempirla con la cipolla a fettine e i pomodorini tagliati in quarti. Cospargerla con il vino bianco, le erbe tritate, una manciata di sale grosso e un filo d'olio. Accartocciarla nella carta forno senza stringerla troppo.
Cuocere in forno statico a 180° per 45 minuti circa.
Una volta cotta, aprire l'orata e ricavare i filetti.
Servire subito accompagnandola con l'insalata di lattuga, rucola, ravanelli e mandorle condita con aceto balsamico.

Com'è andata?
L'orata è fantastica - costa come una pizza, ma è più sana, meno calorica e soprattutto non così scontata. E anche questa insalata un po' chic ci stava tutta, per viziarsi un po'.
Va bene che la cucina è per gli amici, ma ogni tanto è anche solo per me...







mercoledì 20 marzo 2013

Peccato bolognese: i parmigianini



Questi piccoli panini sono stati portati alla mia conoscenza da Anna, molti anni fa. Lei, cittadina d.o.c., di quelle nate, cresciute ed abitanti entro le mura; io una provinciale, nata in città, ma cresciuta e abitante al paese. Una sera, per cena, mi disse: <<Ehhh!!!! Veniamo da te? Allora io porto i parmigianini>> <<E cosa sarebbero? I pezzettini di formaggio confezionati singolarmente?>> <<No!!! Sono delle robe buonissime che fanno le sorelle Simili. Son di pane, sono una roba mai vista>>.
E ne assaggiammo. E conoscemmo il peccato.
Ho trovato la ricetta.
Li ho fatti.
In quantità tali da sfamare il mio paese e la città entro le mura.
Se li hai sotto il naso, sti panini, è dura fermarsi, perché sono talmente deliziosi che uno tira l'altro.

Parmigianini
Ingredienti:
- 1 kg. di farina 00
- 400 gr. di acqua
- 3 bustine di lievito disidratato (3 panetti se si usa quello fresco)
- 150 gr. di burro ammorbidito
- 50 gr. di strutto
- 15 gr. di sale
- 100 gr. di zucchero
- 100 gr. di parmigiano grattugiato
Per spennellare (a piacere):
- 1 uovo

Procedere con l'impasto: sciogliere accuratamente il lievito nell'acqua.
Nel recipiente della planetaria inserire la farina, azionare la macchina ed unire poco per volta l'acqua con il lievito sciolto. Aggiungere lo zucchero e lo strutto. Sempre continuando ad impastare, aggiungere il sale ed infine il burro ammorbidito a fiocchetti, inserendo il pezzetto seguente soltanto quando il precedente è già stato assorbito.
Lavorare per almeno 10 minuti, in modo che l'impasto si raffini ed appaia completamente liscio.
Dividere il composto in due parti; lasciare a lievitare in un luogo privo di correnti d'aria per 2 ore circa.
Trascorso il tempo di riposo, stendere ciascuno dei due impasti in una sfoglia dello spessore di 1 cm. circa e distribuire uniformemente il parmigiano su tutta la superficie (ovviamente, 50 gr. di parmigiano per un impasto, 50 gr. per l'altro). Impastare nuovamente e con energia per fare in modo che il parmigiano si unisca perfettamente al composto.
Dividere ciascun impasto in 6 pezzetti. Ricavare da ogni pezzo un salsicciotto del diametro di 3 cm circa e infine tagliarlo in piccoli gnocchi della dimensione di una noce. Trasferire i panini su una teglia e lasciare a lievitare in un luogo privo di correnti d'aria per 2 ore circa.
Trascorso il tempo di riposo, spennellare con l'uovo sbattuto ed inserire in forno ventilato già caldo a 180° per 10 minuti o in forno statico per 15 minuti.
Lasciar raffreddare e servire.

Com'è andata?
Quando ho detto a Davide Ho impastato i parmigianini!, sembrava partito il carnevale di Rio lì sulla soglia della cucina.
Come al solito, li ho distribuiti a un po' di persone, che ne hanno assaggiato.
Conoscendo il peccato...
Ah: Anna dice che si può sostituire la farina 00 con la manitoba per facilitare la lievitazione e renderli ancora più soffici! E Ignazio mi fa giustamente notare che li ho tagliati troppo piccoli e non li ho spennellati con l'uovo in superficie... Vero, quindi mi toccherà rifarli - e mangiarli - per realizzare un prodotto più vicino all'originale... Dura la vita...







lunedì 18 marzo 2013

Cornetti di pan brioche, revival


C'era una volta, in un paesello addormentato, una ragazzina di nome Betta che voleva cucinare le cose difficili. La sua mamma non ne era molto contenta, perché Betta, quando si metteva ai fornelli, cucinava cose immangiabili ed in quantità tali che tutta la numerosa famiglia, e non solo, era costretta a mangiarne per una settimana. Un giorno Betta chiese alla mamma: <<Mamma, mi aiuti a fare il pan brioche?>> <<Brio - ché? - rispose la mamma - ma dai, Lizzy, evita, che sennò va a finire come quando hai fatto i pomodori gratè (rifilati a tutto il palazzo, con un' ulteriore rimanenza congelata)>> <<Ma no! Questa volta prometto di stare attenta alle dosi>>.
Mia madre mangiò pan brioche non per una, ma per tre settimane.

Oggi, da donna matura e consapevole dei propri limiti, desiderosa di migliorare e riparare ai propri errori, ne ho fatti troppo pochi. Però buoni assai.

Ho seguito la ricetta attribuita alle sorelle Simili variando i tempi di riposo indicati (nella ricetta qui sotto riporto fedelmente il procedimento da me eseguito) e la dose di lievito.

Cornetti di pan brioche
Ingredienti (per 20 cornetti circa):
Per il lievitino:
- 150 gr. di farina (farina 00 + manitoba)
- 90 gr. di acqua
- 1 bustina di lievito di birra disidratato
Per l'impasto:
- 350 gr. di farina (farina 00 + manitoba)
- 50 gr. di acqua
- 100 gr. di burro ammorbidito
- 2 uova
- 30 gr. di zucchero
- 10 gr. di sale
Per spennellare le brioches:
- 1 uovo

Setacciare insieme la farina 00 e la manitoba.
Procedere con il lievitino sciogliendo il lievito di birra disidratato nell'acqua; inserire la farina (le due farine setacciate insieme) nel recipiente di una planetaria munita di gancio. Azionare ed unire, poco alla volta, l'acqua contenente il lievito sciolto.
Mettere il lievitino in un recipiente leggermente infarinato, coprire con un canovaccio e lasciar riposare per 2 ore circa in un luogo privo di correnti d'aria.
Nel frattempo, far ammorbidire il burro togliendolo da frigorifero.
Procedere con l'impasto: mettere tutti gli ingredienti, tranne il burro, nel recipiente della planetaria sempre con il gancio, avendo cura, per quanto riguarda le uova, di inserire il secondo fino a che il primo non sarà completamente assorbito. Unire il burro a fiocchetti e lasciar impastare fino ad ottenere un impasto omogeneo.
Staccare l'impasto ottenuto dal gancio, prendere il lievitino, unirlo all'impasto ed azionare la macchina fin quando i due composti non saranno totalmente amalgamati (per avere più in fretta questo risultato, interrompere periodicamente la macchina, staccare l'impasto e riprendere la lavorazione).
Mettere il composto in un recipiente unto e lasciare a lievitare coperto per 2 ore e 30 minuti circa in un luogo privo di correnti d'aria.
Trascorso il tempo di riposo, dividere la pasta in 10 palline.
Con l'aiuto di un mattarello, stendere ogni pallina in una sfoglia piuttosto sottile, dando alla pasta la forma di un rettangolo; tenere il rettangolo in verticale, avendo quindi verso di sé il lato corto. Usando un coltello, dividere in diagonale la pasta: formare un cornetto da ciascuno dei triangoli ottenuti.
Trasferire i cornetti su due teglie coperte di carta forno e lasciare a riposare per 2 ore coperti in un luogo privo di correnti d'aria.
Trascorso il tempo di riposo, spennellare delicatamente i cornetti con l'uovo sbattuto e mettere in forno ventilato già caldo per 15 minuti a 180°.

Com'è andata?
Un po' di prosciutto di Parma, un po' di caciotta, un po' di mortadella di quella seria... Avevo pensato di mangiarne qualcuno così, tipo aperitivo, poi di cucinare qualcos'altro...
Macchè: S-P-A-Z-Z-O-L-A-T-I. Poi non avevamo più fame.
E non ne ho dato nemmeno uno a mia madre.







giovedì 14 marzo 2013

Charlotte all'ananas, esotica


Ma è mai possibile che in casa mia ci sia sempre una valanga di frutta sciroppata?
In realtà sì, è molto possibile, perché Davide ed io, quando siamo a corto di frutta fresca, amiamo tenere in dispensa quella sciroppata. A fine pasto, qualcosa di dolce ci vuole, per cui meglio la frutta che altro. Purtroppo, però, ci stanchiamo anche di quella e il risultato è che, per consumarla, faccio un dolce, mandando a ramengo qualsiasi proposito di leggerezza...

Questo è uno dei dolci migliori che abbiamo cucinato... su dritta di Stella, che mi ha ricordato di una cena fatta un bel po' di tempo fa con Paola e Cristian... Cristian era l'addetto al dessert e portò questo tiramisù così dolce, e fresco... da spazzar via in tre cucchiaiate.

Io non avevo voglia di tiramisù, per cui mi sono buttata sulla charlotte.

Buono questo!

Charlotte all'ananas
Ingredienti (per 6 mono porzioni):
- 1 confezione di ananas sciroppata
- 500 ml. di panna fresca
- 50 gr. circa di zucchero a velo
- 1 confezione di pavesini
- cioccolato fondente o cacao amaro q. b.

Montare la panna e dolcificarla con lo zucchero a velo, avendo cura di assaggiare il composto. La panna deve risultare piuttosto dolce, dato che la leggera acidità dell'ananas smorzerà il sapore della charlotte.
Immergere molto velocemente ciascun biscotto nello sciroppo d'ananas e foderare di pavesini gli stampini mono porzione, creando il rivestimento sia ai lati sia alla base.
Tagliare i cerchi di ananas in quattro parti.
Procedendo dalla base di biscotto, mettere la panna montata, due pezzetti di ananas, coprire con altra panna montata.
Terminare decorando con due pezzetti d'ananas e una leggera spolverata di cioccolato fondente.
Conservare in frigorifero fino al momento di servire.

Com'è andata?
Detto, fatto: cucinato in dieci minuti, gustato in due.
Anche mia suocera ha apprezzato parecchio, contando che lei non ama la frutta esotica e preferisce i dolci a base di pan di spagna... Non ha esitato a definirli molto molto buoni.
E so' soddisfazioni...







mercoledì 13 marzo 2013

Pains au chocolat, vizio al cioccolato


Allora... questa è una ricetta che mi ha fatto molta compagnia in una domenica un bel po' scura, e che ha riscosso ottimi consensi, soprattutto presso Davide, il mio fidanzato. Il lunedì, prima di andare al lavoro, ha persino fatto colazione... e lui non la fa mai. Mi ha detto che gli sussurravano mangiami! e non ha potuto fare a meno di ascoltarli.
I pains au chocolat sono il cibo di conforto di molti, ma non per me. Nel mio caso, mangiandone uno, sento soltanto il piacere di gustare qualcosa che non trova posto nel menu. E' il vizio, straordinario, di prendermi per la gola.

Il procedimento richiede tutta la giornata, quindi ottimo per il fine settimana (ovviamente in modo non continuativo, eh...), ma non è assolutamente complicato e i risultati sono eccellenti. E' una di quelle cose più difficili da spiegare che da fare. Mangiarli è facilissimo, parlo per esperienza.

Ho seguito la ricetta di GialloZafferano (in cui sono indicati come saccottini al cioccolato) apportando qualche leggera modifica, dopo un'attenta ricerca sulla rete fra pasticceri francesi... che fatica intuire... parlano a velocità supersonica! Gigi e Candice, dalla luminosa Parigi, aiutatemi voi!

Pains au chocolat
Ingredienti (per 12 brioches di medie dimensioni):
Per l'impasto:
- 350 g. di farina manitoba
- 150 g. di farina 00
- 60 g. di zucchero
- 12 g. di sale
- 100 g. di burro ammorbidito
- 1 bustina di lievito di birra disidratato (1 panetto se si usa quello fresco)
- 230 ml. di acqua ben fredda
Per la sfogliatura
- 250 g. di burro molto freddo
Per la farcitura e la decorazione:
- 160 g. di cioccolato fondente
- 1 uovo
- zucchero a velo q. b.

Preparare tutti gli ingredienti per l'impasto sul tavolo di lavoro; dividere l'acqua in due recipienti, e in uno di questi sciogliere il sale, nell'altro il lievito di birra (che sia secco o fresco).
Nel recipiente della planetaria munita di foglia (se non si possiede la macchina, fare la fontana su piano di lavoro ed impastare con le mani) mettere le farine, lo zucchero e il burro ammorbidito.
Azionare la macchina e, dopo un paio di minuti, aggiungere l'acqua in cui è stato sciolto il lievito. Una volta assorbita, aggiungere l'acqua con il sale.

Quando tutto è ben amalgamato, sostituire la foglia con il gancio da impasti duri ed azionare di nuovo la macchina. Impastare per 10 minuti circa: durante questo tempo, interrompere la planetaria un paio di volte, staccare l'impasto dal gancio e riprendere la lavorazione.
Quando il tutto risulterà liscio e ben staccato dalle pareti, portare il composto sul piano di lavoro leggermente spolverizzato di farina e dare la forma di un panetto rettangolare usando le mani.
Sigillarlo con la pellicola alimentare e riporre in frigorifero per 2 ore e 30 minuti.

Nel frattempo, sciogliere a bagnomaria il cioccolato per la decorazione. Foderare di carta forno uno stampo da plumcake e versare il cioccolato; lasciar intiepidire e riporre in frigorifero fino a che non si solidifica completamente.

Trascorso il tempo di riposo, prendere il panetto di pasta e, sul piano di lavoro leggermente infarinato, stenderlo in una sfoglia dello spessore di 5 mm. circa aiutandosi con il mattarello. Si dovrà ottenere un rettangolo da disporre in verticale, quindi con il lato corto in basso.
Prendere il panetto di burro per la sfogliatura e metterlo su di un foglio di carta da forno misurato sullo strato di pasta appena steso. Piegare a metà il foglio di carta da forno coprendo il burro e cominciare a battere la superficie con energia aiutandosi con il mattarello. Stendere il burro in uno strato di circa 3 mm: la dimensione dello strato di burro dovrà corrispondere a quella della carta da forno (piegata a metà) che lo ricopre.
Appoggiare lo strato di burro nella parte inferiore della pasta lasciando un margine nel bordo inferiore, e soprattutto avendo cura che non esca dai bordi tutt'intorno (comprometterebbe la buona riuscita della sfogliatura).
Ripiegare la pasta inglobando il burro e far combaciare i lembi superiori con quelli inferiori.
Girare il quadrato per avere la parte chiusa a sinistra e stendere la sfoglia in un rettangolo di dimensioni uguali a quello precedente, sempre tenendo il lato corto in basso.
Procedere con la piega a quattro: ripiegare la parte inferiore fino a un terzo della sfoglia, ripiegare quella superiore fino a far combaciare i lembi al centro e infine piegare a libro. Sigillare con la pellicola e mettere in frigorifero per 1 ora e 30 minuti.

Trascorso il tempo di riposo, stendere nuovamente la sfoglia, sempre tenendo la parte chiusa a sinistra,  in un rettangolo delle stesse dimensioni di quelli precedenti, avendo il lato corto in basso.
Procedere con la piega a tre: ripiegare la parte inferiore fino a metà della sfoglia e ripiegare la parte superiore facendo combaciare con il lembo in basso. Sigillare con la pellicola e mettere in frigorifero per 1 ora e 30 minuti.

Trascorso il tempo di raffreddamento, stendere nuovamente la sfoglia, sempre tenendo la parte chiusa a sinistra, in un rettangolo delle stesse dimensioni di quelli precedenti, avendo il lato corto in basso. Dividere la sfoglia in due parti in senso verticale e da ogni metà ricavare 6 rettangoli.
Prendere il cioccolato fondente, ormai indurito, dal frigorifero, e dividerlo in barrette.
Mettere almeno una barretta di cioccolato su lato corto di ogni rettangolo e arrotolarlo su se stesso inglobando la barretta.
Coprirli e lasciarli a lievitare in un luogo privo di correnti d'aria per 2 ore circa.

Trascorso il tempo di lievitazione, trasferire i dolci su una teglia foderata di carta forno e spennellare ciascuna brioche con l'uovo sbattuto.
Mettere in forno statico già caldo a 180° per circa 25 minuti, fino a completa doratura.

Spolverizzare di zucchero a velo.

Com'è andata?
Di Davide ho già detto. Mia madre e mia zia me ne hanno chiesti altrettanti (gliene avevo dati 4, due a persona), ma non ne era rimasto che un po' di zucchero in una teglia felicemente vuota. Io ne ho mangiati tre perché sono riuscita a strapparli a Davide. Gli altri si sono disintegrati da un po' di parti (Gian e Stella, vicino di casa, postino...), con mia grande gioia.
Ah: dato il tempo da dedicare a questa preparazione, consiglio vivamente di fare la dose doppia: se avete qualcuno cui offrirli, anche questa quantità sarà insufficiente, figuriamoci se si fa la dose da 12 brioches...










martedì 12 marzo 2013

Polpette & cipolline, tuttotondo


Sabato: posto che a cena vengono Gianluca e Stella e che abbiamo deciso di mangiare polpette di carne in grande quantità, quale contorno abbinare?
L'insalata mista? No, tristanzuola. E poi Gianluca, il sabato sera, non ne vuol sapere di cibo salutista. E nemmeno io.
Le patate? Forse, ma... che noia, sempre quelle. E il tempo è poco, perché abbiamo un bel po' di fame.
Uno sformato di verdure? E che caspita, adesso ci sono soltanto cavoli, quindi bisogna bollirli prima di trasformarli in qualsiasi altra cosa.
Idea!
Cipolline all'aceto balsamico!

Polpette di carne
Ingredienti (per 4 persone):
Per l'impasto:
- 250 g. di macinato di manzo
- 75 g. di mortadella tritata
- 50 g. di parmigiano grattugiato
- 1 uovo
- 1 panino raffermo
- 1 bicchiere di latte
- prezzemolo
- sale, pepe nero, noce moscata

Per impanare e friggere:
- 3 uova
- pane grattugiato
- olio di semi di mais

In una ciotola mettere il panino raffermo ad ammollare nel latte.
Lavare il prezzemolo e tritare accuratamente le foglie aiutandosi con un coltello o la mezzaluna.
In una boulle inserire le carni macinate, il parmigiano, l'uovo, il pane ammollato e ben strizzato, il prezzemolo tritato, sale, pepe nero e noce moscata.
Mescolare con cura fino ad amalgamare completamente tutti gli ingredienti.
Formare le polpette: prendere una piccola quantità di impasto e dare la forma di una sfera.
Preparare l'occorrente per la panatura: sbattere le uova con una forchetta in una ciotola, e in un'altra preparare il pane grattugiato.
Immergere le polpette nell'uovo, poi passarle nel pane grattugiato ricoprendole completamente.
Per la frittura, scaldare abbondante olio e inserire le polpette; cuocere fino a completa doratura.
Asciugare l'olio in eccesso con la carta assorbente e servire caldissime.

Cipolline all'aceto balsamico
Ingredienti (per 4 persone)
- 500 g. di cipolline borrettane
- 100 ml. d'acqua a temperatura ambiente
- 50 ml di aceto balsamico di buona qualità
- 2 cucchiai di olio extravergine d'oliva
- sale

Sbucciare le cipolline e sciacquarle abbondantemente. 
Scaldare l'olio in una padella e soffriggere le cipolline per 3 minuti circa a fuoco moderato.
Aggiungere l'acqua e l'aceto e cuocere per 25/30 minuti, fino a quando le cipolline risulteranno appassite.
Regolare di sale e servire.

Com'è andata?
Le polpette sono state divorate: con quelle non si sbaglia mai, e poi qualsiasi cibo, quando è fritto, diventa buonissimo. Le cipolline sono state la vera trovata! Nessuno si aspettava che fossero così saporite, nemmeno Gianluca, che non ama le verdure e che bisogna ingannare come i bambini... 
Insomma, successone. 
Ah: le cipolle sono ottime anche servite fredde, ma di solito vengono spazzate via appena arrivano in tavola, quindi...












venerdì 8 marzo 2013

Perché perché perché

Eccola, l'ennesima cuoca della domenica...
Esatto, proprio della domenica. Ma, ora che ci penso, di quando ne ho voglia.
Mi piace cucinare. Amo cucinare. E le cavie sono i miei amici...
Sono fortunata, perché molti di loro amano la cucina quanto me, per cui capita che la cavia sia io, e in moltissimi casi ben volentieri!
Il blog ospiterà quindi le mie ricette, ma anche quelle di Davide, Luca, Selvaggia, Anna, Valentina, Gianluca, Stella, Giulia, Alessia, Matteo...
... che fame ...